Domande? +32 460 226 991 (Inglese). Consegna in tutta l’UE!
Sebbene oggi la rilevazione dei gas pericolosi sia già una componente comune nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli edifici pubblici, molte persone continuano a non sapere quale sia la differenza tra anidride carbonica e monossido di carbonio. Pur avendo nomi simili, alcune proprietà in comune ed essendo entrambi gas pericolosi e potenzialmente letali per l’uomo, si tratta di gas completamente diversi, la cui confusione comporta un grande rischio per la salute e per la vita.
L’anidride carbonica (CO2), in passato chiamata biossido di carbonio, si forma soprattutto durante la respirazione, ma anche in altri processi biochimici. Viene prodotta dalle piante fotosintetiche e dai microrganismi, e si genera anche durante la combustione. È quindi una componente naturale dell’atmosfera. L’anidride carbonica è più pesante dell’aria e per questo tende a ristagnare soprattutto vicino al suolo. Nelle abitazioni la sua concentrazione aumenta pericolosamente di solito in caso di ventilazione insufficiente di piccoli ambienti con un numero elevato di persone, animali e piante (la cosiddetta aria viziata). È quindi molto importante aerare regolarmente i locali, sia in modo naturale (aprendo le finestre) sia con una soluzione moderna tramite un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.
Il monossido di carbonio (CO), al contrario, è naturalmente presente nell’atmosfera solo in quantità trascurabili. Si forma soprattutto in caso di combustione incompleta, cioè quando alla fiamma non è garantito un apporto sufficiente di ossigeno. Nelle abitazioni questo fenomeno è causato più spesso da uno scarso tiraggio del camino (ostruzione o intasamento) oppure da una cattiva tenuta o da altri guasti degli apparecchi a gas. La combustione incompleta si verifica anche quando la temperatura di combustione è troppo bassa (fuoco che cova) oppure quando il tempo di combustione è troppo breve. Fonti di monossido di carbonio sono anche i motori a combustione, il fumo di sigaretta e vari settori industriali. È leggermente più leggero dell’aria, quindi si disperde nell’ambiente, ma la sua concentrazione è di solito maggiore sotto il soffitto.
Tra gli altri gas tossici per l’uomo rientrano ad esempio il monossido di azoto e l’anidride solforosa. Tuttavia, la presenza di questi gas nell’atmosfera ordinaria è minima. L’anidride solforosa è un gas vulcanico e si forma durante l’attività vulcanica; il monossido di azoto è paradossalmente una componente importante dell’organismo umano e nell’atmosfera si ossida a biossido di azoto.
.jpg)
Caldaie, caminetti e stufe rappresentano nelle abitazioni un rischio di aumento della concentrazione di CO e CO2.
Entrambi questi gas tossici sono insidiosi soprattutto perché sono incolori, inodori e insapori. L’uomo quindi non può rilevarli con i sensi. Una concentrazione pericolosa può essere individuata tempestivamente solo grazie a rilevatori di gas installati correttamente. Qual è dunque la concentrazione limite di CO2 e CO?
La concentrazione naturale di anidride carbonica nell’aria esterna è dello 0,04 %. Con un contenuto di CO2 nell’aria intorno al 5-10 %, questo gas provoca perdita di coscienza; concentrazioni superiori al 20 % portano alla morte. Nella Repubblica Ceca, per i locali destinati alla permanenza di persone in scuole, strutture sanitarie e ricettive, negozi e altri edifici selezionati, si applica il limite di 0,12 %, ossia 1200 ppm di CO₂ come media nel periodo di misurazione e di 0,25 %, ossia 2500 ppm, come valore massimo istantaneo.
La concentrazione naturale di monossido di carbonio nell’aria si aggira intorno a 0-10 ppm; nelle abitazioni con caldaia a gas e negli agglomerati urbani questo valore può arrivare fino a 200 ppm. I primi sintomi di intossicazione da monossido di carbonio compaiono a una concentrazione di circa 200 ppm; una concentrazione superiore a 400 ppm è pericolosa per la vita.
Il CO si lega chimicamente all’emoglobina e, legandosi, spiazza l’ossigeno. L’emoglobina si trasforma quindi in carbossiemoglobina e non trasporta più ossigeno nell’organismo. La persona finisce così per soffocare. La CO2 non è tossica, ma non è respirabile per l’uomo. I primi sintomi dell’effetto sul corpo sia della CO2 sia del CO sono aspecifici: tra i più frequenti vi sono malessere, mal di testa, nausea, stanchezza e confusione. Questo può portare fino alla morte o a danni irreversibili agli organi vitali.
.jpg)
I primi sintomi di intossicazione da gas sono aspecifici e comprendono ad esempio stanchezza e mal di testa.
L’anidride carbonica in una normale abitazione non raggiunge concentrazioni pericolose per la vita, ma può causare disturbi di salute e notevole disagio. Il monossido di carbonio è molto più pericoloso per l’uomo, poiché nelle abitazioni il suo aumento di concentrazione e la conseguente intossicazione avvengono molto rapidamente e senza essere notati. In caso di intossicazione da monossido di carbonio, i sintomi iniziali peggiorano progressivamente; si può osservare arrossamento della pelle e delle mucose, la persona colpita perde conoscenza e si verifica il cosiddetto soffocamento interno. Il soffocamento interno indica una condizione in cui la persona può respirare, l’ossigeno arriva ai polmoni, ma il suo trasporto ai tessuti è compromesso. Si tratta di una condizione pericolosa per la vita, analogamente al soffocamento esterno.
Per garantire la sicurezza contro l’intossicazione da anidride carbonica e monossido di carbonio è necessario rispettare 3 passaggi: prevenzione, rilevazione e conoscenza delle procedure di emergenza.
Nel caso di entrambi i gas è necessario prestare particolare attenzione soprattutto a una ventilazione sufficiente. L’aerazione regolare riduce la concentrazione di CO2 e migliora la qualità dell’aria, ma soprattutto garantisce un apporto sufficiente di ossigeno alle fiamme, riducendo così il rischio di formazione di CO.
Una prevenzione indispensabile consiste anche nelle verifiche periodiche degli apparecchi a gas, delle caldaie e dei camini. Per legge, le verifiche sono obbligatorie almeno una volta all’anno.
Il rilevatore di fughe di gas è l’unico modo realmente efficace per individuare una fuga di gas. Anche con una ventilazione sufficiente e verifiche periodiche degli apparecchi, il rischio di un aumento della concentrazione di CO e CO2 non può mai essere escluso del tutto. Poiché questi gas non possono essere rilevati con i sensi, non resta che affidare questo compito a segnalatori affidabili.
Se in casa avete un caminetto, una stufa, una caldaia o qualsiasi altro apparecchio a gas, il rilevatore di monossido di carbonio è una componente assolutamente indispensabile di una casa sicura. Scegliete rilevatori di CO di produttori affermati; i prodotti economici e senza marchio possono essere notevolmente inaffidabili. I rilevatori di monossido di carbonio si installano sotto il soffitto.
.png)
Rilevatore di monossido di carbonio Honeywell.
I segnalatori di CO2 vi aiuteranno invece a monitorare la qualità dell’aria in casa. Come abbiamo già detto, in condizioni normali questo gas non può raggiungere una concentrazione tale da causare gravi intossicazioni, ma può essere causa di disturbi di salute, come problemi di sonno, mal di testa, stanchezza ecc. I rilevatori e i sensori per la misurazione della CO2 si installano approssimativamente all’altezza degli occhi.
Il primo soccorso in caso di aumento della concentrazione di CO2 in un locale consiste nel ventilare l’ambiente e portare la persona colpita all’aria aperta. In caso di intossicazione da CO, la procedura è più complessa, perché durante il trasporto della persona colpita potrebbe intossicarsi anche il soccorritore. Durante il trasporto è quindi indispensabile non respirare, nemmeno attraverso una mascherina o altra protezione delle vie respiratorie. Anche un solo respiro potrebbe avere conseguenze fatali!
Se la persona colpita non respira nemmeno dopo essere stata portata all’aria aperta, iniziate la rianimazione e chiamate immediatamente i soccorsi.
La legge prevede l’obbligo di rilevazione del monossido di carbonio solo per specifici tipi di ambienti, ad esempio autorimesse multipiano e garage sotterranei. Inoltre, esiste l’obbligo di rilevare questo gas tossico in tutti i luoghi di lavoro in cui vi sia il rischio di una sua concentrazione elevata, ad esempio negli impianti di incenerimento: ogni datore di lavoro ha infatti l’obbligo di garantire la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute dei dipendenti, mentre i rischi vengono valutati individualmente.
Nelle abitazioni questo obbligo non esiste, tuttavia l’installazione di rilevatori di CO è fortemente raccomandata in tutte le abitazioni in cui siano presenti caminetti, stufe, apparecchi a gas e caldaie. La legge prevede inoltre alcuni passaggi obbligatori di prevenzione della formazione di CO nelle abitazioni. Tra questi rientrano soprattutto le verifiche periodiche e la pulizia degli apparecchi a gas e dei condotti di evacuazione dei fumi. Le verifiche e la manutenzione dovrebbero essere effettuate, secondo il regolamento vigente, una volta all’anno, sempre prima dell’inizio della stagione di riscaldamento. Nel caso di combustibili solidi e liquidi e di caldaie con potenza superiore a 50 kW, la frequenza di pulizia dei condotti fumari aumenta a 2-3 volte l’anno.
Per quanto riguarda la rilevazione dell’anidride carbonica, vale nuovamente il principio secondo cui ogni datore di lavoro deve garantire ai propri dipendenti la sicurezza sul lavoro. Una concentrazione pericolosa di anidride carbonica si verifica ad esempio in birrifici e cantine vinicole, serre, impianti di incenerimento, centrali termiche, pozzi e simili. In questi casi la rilevazione della CO2 è obbligatoria.