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Le caldaie a condensazione, le unità di climatizzazione, gli impianti frigoriferi e i deumidificatori hanno una cosa in comune: durante il funzionamento producono condensa, che deve essere convogliata in modo affidabile e continuo nella rete fognaria. Nel caso ideale se ne occupa la gravità: lo scarico della condensa si trova più in alto della tubazione di scarico, la condensa defluisce per gravità attraverso un sifone e non serve alcun intervento. Nella pratica, però, spesso è diverso. La caldaia è installata in cantina sotto il livello dell’allacciamento fognario, l’unità interna del climatizzatore si trova in un locale privo di scarico, oppure il percorso della tubazione a gravità sarebbe così lungo e con una pendenza così ridotta da favorire il ristagno della condensa e l’intasamento della tubazione. Nelle ristrutturazioni, inoltre, spesso non è proprio possibile inserire nuove tubazioni di scarico in pavimenti e pareti già finiti. In tutte queste situazioni entra in gioco un dispositivo di sollevamento della condensa: una piccola pompa automatica che raccoglie la condensa e la convoglia in pressione verso l’alto fino allo scarico più vicino. In questo articolo spiegheremo come funziona un dispositivo di questo tipo, a cosa prestare attenzione durante l’installazione e analizzeremo nel dettaglio il Wilo-NovaCON. Autore: Jaromír Bittner - Rappresentante commerciale

Perché la condensa non si può semplicemente “lasciare gocciolare”

La caldaia a condensazione raggiunge il suo elevato rendimento proprio raffreddando i fumi fino al punto in cui il vapore acqueo in essi contenuto condensa e cede il proprio calore latente. Il sottoprodotto è la condensa, che si forma in modo continuo per tutta la stagione di riscaldamento: in una casa unifamiliare si parla di litri al giorno, quindi di centinaia di litri a stagione. Con il climatizzatore avviene il contrario: la condensa si forma soprattutto in estate, quando l’umidità dell’aria si deposita sull’evaporatore freddo dell’unità interna, e nelle giornate afose anche in quantità tutt’altro che trascurabili. Deumidificatori e impianti frigoriferi producono condensa tutto l’anno.

Condensa che gocciola da una caldaia a condensazione

La condensa dei fumi, inoltre, non è semplice acqua. In essa si sciolgono gli ossidi presenti nei fumi, per cui è acida: proprio per questo tutto ciò che entra in contatto con essa deve essere realizzato in plastiche resistenti o in acciaio inox. Una normale tubazione metallica o una pompa non idonea verrebbero progressivamente danneggiate dalla condensa acida. Nelle caldaie a gasolio la condensa è più aggressiva rispetto a quelle a gas, perciò in questo caso è inoltre prescritto un dispositivo di neutralizzazione (maggiori dettagli più avanti).

Cosa succede se la condensa non ha dove defluire? Inizialmente si accumula nel sifone e nella vaschetta di raccolta dell’apparecchio. Le moderne caldaie e i climatizzatori reagiscono con una segnalazione di guasto e l’arresto dell’impianto: in inverno la caldaia smette di riscaldare, in estate il climatizzatore smette di raffrescare. Lo scenario peggiore è quando l’apparecchio non dispone di protezione o questa non funziona: in tal caso la condensa trabocca e danneggia il pavimento, la parete o l’arredo del locale, e nel caso dei climatizzatori spesso anche il controsoffitto. I produttori di caldaie a condensazione prescrivono quindi un corretto scarico della condensa come condizione di esercizio, e affidarsi a un secchio sotto la caldaia non è davvero una soluzione.

Come funziona un dispositivo di sollevamento della condensa

Il principio è semplice e simile per tutti i dispositivi di questo tipo. La base è un piccolo serbatoio di raccolta nel quale la condensa proveniente da una o più fonti confluisce per gravità: per questo motivo la pompa di sollevamento va sempre installata sotto la fonte di condensa, oppure accanto ad essa in modo che l’ingresso abbia la necessaria pendenza. Nel serbatoio è presente un interruttore a galleggiante: non appena il livello raggiunge la quota di avviamento, il galleggiante attiva automaticamente la pompa. Questa spinge il contenuto del serbatoio verso l’alto e, se necessario, anche lateralmente, tramite un sottile tubo di mandata in pressione fino alla tubazione di scarico più vicina. Quando il livello scende fino alla quota di arresto, la pompa si ferma e attende il successivo riempimento. La valvola di non ritorno sulla mandata impedisce che la condensa già pompata rifluisca dal tubo nel serbatoio.

L’intero ciclo si ripete in modo completamente automatico, senza alcun intervento dell’utente. Poiché la condensa arriva gradualmente, la pompa funziona sempre solo per brevi periodi e per la maggior parte del tempo resta ferma: a ciò corrisponde anche il funzionamento intermittente (nel NovaCON S3 15 %) e il basso consumo energetico. Grazie alle piccole portate è sufficiente una mandata con tubo dal diametro interno di circa 10 mm, che può essere posato in modo discreto lungo la parete o all’interno di una canalina.

Un componente importante è l’allarme. Le pompe di sollevamento di qualità sono dotate di un secondo galleggiante che controlla il livello eccessivo: se per qualsiasi motivo la pompa non riesce a smaltire la condensa (tubo ostruito, interruzione di corrente), il contatto di allarme può arrestare la fonte di condensa collegata (ad esempio spegnere la caldaia) oppure attivare una segnalazione. Senza questa protezione, un guasto della pompa comporterebbe il traboccamento del serbatoio.

Wilo-NovaCON: pompa di sollevamento compatta per caldaie e climatizzatori

Wilo-NovaCON è un dispositivo automatico di sollevamento della condensa destinato a caldaie a condensazione (compreso il collegamento della valvola di sicurezza), impianti di climatizzazione e refrigerazione (frigoriferi, vetrine refrigerate, evaporatori) e deumidificatori. Secondo il produttore è adatto per caldaie fino a 50 kW (gas) o 30 kW (gasolio). Si tratta di una soluzione “plug & play”: nella confezione è incluso tutto il necessario per l’installazione e il dispositivo è pronto per essere messo in funzione subito dopo il collegamento dei tubi e l’inserimento della spina nella presa.

Dispositivo di sollevamento condensa Wilo-NovaCON
Installazione di Wilo-NovaCON in edifici commerciali

Struttura e installazione

NovaCON dispone di due aperture di ingresso con diametro di 28 mm: quella sinistra è libera, quella destra è protetta in fabbrica da un tappo perforato che, se necessario, può essere tagliato. È quindi possibile convogliare contemporaneamente la condensa da due fonti, ad esempio dalla caldaia e dalla valvola di sicurezza. Il dispositivo può essere appoggiato a pavimento oppure fissato a parete; la superficie superiore è predisposta per l’appoggio di una livella, poiché la pompa deve essere installata in posizione orizzontale: il corretto funzionamento dell’interruttore a galleggiante dipende da questo.

Regole fondamentali di installazione:
  • Installare il dispositivo sotto la fonte di condensa, in modo che la condensa affluisca nel serbatoio per gravità.
  • Posare il tubo di mandata il più possibile in verticale e senza pieghe; fissarlo alla valvola di non ritorno con la fascetta in dotazione.
  • Il tubo con diametro interno di 10 mm può essere collegato, tramite il riduttore fornito, a una tubazione in PVC di diametro maggiore.
  • Lasciare spazio libero attorno alla pompa per il raffreddamento.
  • Prima della prima messa in funzione rimuovere il fermo di trasporto sul lato posteriore del dispositivo ed eseguire una prova di funzionamento: versare acqua nel serbatoio e verificare che la pompa si avvii e poi si spenga nuovamente quando il livello si abbassa.

Avvertenza importante per le caldaie a gasolio: per le caldaie alimentate a olio combustibile è obbligatoria un’unità di neutralizzazione a monte della pompa (a cura del cliente) – la condensa da gasolio è più aggressiva e senza neutralizzazione danneggerebbe la pompa. La neutralizzazione all’ingresso può essere richiesta anche dai produttori di caldaie a gas, pertanto attenersi sempre alle istruzioni del produttore della caldaia.

Manutenzione e risoluzione dei problemi

Il dispositivo non richiede alcuna manutenzione speciale. Il serbatoio è dotato di coperchio rimovibile, quindi un’eventuale pulizia (depositi, controllo del galleggiante) richiede solo pochi minuti. Se la pompa non si avvia, controllare le cause più comuni: collegamento alla rete elettrica, galleggiante bloccato, tubo di ingresso ostruito, fermo di trasporto non rimosso oppure dispositivo non in posizione orizzontale. Se la pompa funziona ma non pompa, la causa è spesso una valvola di non ritorno bloccata oppure un tubo di mandata ostruito. Il produttore fornisce una garanzia di 2 anni sul NovaCON, a condizione che l’installazione sia eseguita a regola d’arte e che il dispositivo venga utilizzato correttamente.

Per chi è adatto NovaCON

NovaCON è pensato per appartamenti, case unifamiliari e piccole attività – ovunque sia necessario smaltire la condensa di una caldaia murale a condensazione, di un climatizzatore, di un impianto frigorifero o di un deumidificatore e non sia disponibile uno scarico a gravità. La prevalenza di 4,5 m è sufficiente per sollevare la condensa dalla cantina fino al livello dell’allacciamento fognario, mentre la rumorosità inferiore a 45 dB(A) e le dimensioni compatte ne consentono l’installazione anche in ambienti abitativi. Per fonti di condensa più importanti (caldaie oltre 50 kW) è necessario ricorrere a un dispositivo più potente.

Domande frequenti

No. Se la condensa può essere convogliata nella fognatura per gravità (lo scarico è più in basso del sifone della caldaia), la pompa non è necessaria. La pompa di sollevamento è indispensabile quando lo scarico si trova più in alto dell’uscita della condensa oppure è troppo lontano.

La prevalenza massima è di 4,5 m con una portata massima di 380 l/h. All’aumentare dell’altezza, la portata diminuisce (vedere la curva della pompa nel manuale). I tratti orizzontali della mandata riducono ulteriormente la prevalenza utile, perciò il tubo va posato inizialmente il più possibile in verticale.

Sì, i materiali a contatto con il fluido resistono alla condensa fino a pH 2,5. Tuttavia, per le caldaie a gasolio è obbligatorio un dispositivo di neutralizzazione a monte della pompa e anche per le caldaie a gas occorre attenersi alle istruzioni del produttore della caldaia: la neutralizzazione può essere richiesta per la protezione della rete fognaria.

Sì. Il produttore richiede l’integrazione dell’allarme nel circuito di sicurezza della fonte di condensa (tipicamente l’arresto della caldaia in caso di troppo pieno del serbatoio). Senza l’allarme collegato, in caso di guasto c’è il rischio di traboccamento e i danni così causati non sono coperti da garanzia. Affidare il collegamento a personale qualificato.

La rumorosità è inferiore a 45 dB(A), corrispondente a un funzionamento silenzioso paragonabile a quello di un normale frigorifero. Inoltre la pompa funziona solo per brevi periodi (regime S3 15 %), quindi è adatta anche agli ambienti abitativi.

Solo nella terminazione del cavo di alimentazione: EF ha una spina Schuko per la presa, O ha l’estremità del cavo libera per il collegamento elettrico fisso. I parametri tecnici sono identici.

Per brevi periodi fino a +80 °C, mentre la temperatura media di esercizio del fluido è di 35 °C. Questo copre il normale funzionamento di una caldaia a condensazione e di un climatizzatore.

Alimentazione elettrica, galleggiante bloccato nel serbatoio, tubo di ingresso ostruito, corretto posizionamento orizzontale del dispositivo e verifica che sia stato rimosso il fermo di trasporto sul lato posteriore (errore frequente alla prima messa in funzione). Se la pompa funziona ma non pompa, controllare la valvola di non ritorno e la libera circolazione nel tubo di mandata.