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I pozzi e i trivellamenti sono interventi sul paesaggio e, pertanto, sono soggetti a numerose leggi e regolamenti. Molte persone spesso non sanno quali obblighi hanno nei confronti delle autorità e si espongono così al rischio di sanzioni considerevoli. L'ignoranza, infatti, non è una scusa nemmeno in questo caso.
La questione dell'estrazione dell'acqua da fonti proprie è regolata da diverse leggi. La più importante è la legge sulle acque, seguita dalla legge edilizia, la legge sugli acquedotti e le fognature, la legge sulla protezione del fondo agricolo, la legge sulla protezione della natura e del paesaggio e diverse decine di regolamenti e decreti. Ovviamente, se decidete di costruire un pozzo sul vostro terreno, non è necessario conoscere nel dettaglio tutte queste leggi. Tuttavia, ci sono diverse situazioni comuni in cui i proprietari di pozzi violano la legge senza saperlo.
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I pozzi scavati e trivellati sono interventi sul paesaggio e influenzano il ciclo dell'acqua in natura.
L'acqua sotterranea sul vostro terreno non è vostra, potete solo - rispettando le condizioni stabilite dalla legge - estrarla gratuitamente. La legge afferma specificamente che le acque superficiali e sotterranee non sono oggetto di proprietà e non fanno parte né sono accessori del terreno su cui o sotto cui si trovano. L'acqua presente in un ambiente naturale, quindi, non può essere di proprietà di una persona fisica o giuridica specifica. Può essere gestita solo sulla base di diritti assegnati.
L'estrazione dell'acqua da un pozzo sul proprio terreno infatti influisce sull'intero ciclo idrico in natura, sul livello delle acque sotterranee e sull'acqua nei pozzi circostanti. La costruzione di un proprio pozzo è quindi soggetta a un rigoroso esame da parte dell'autorità idrica e dell'ufficio edilizio. Prima di iniziare la costruzione, è necessario avere:
La costruzione di un pozzo scavato o trivellato deve essere eseguita esclusivamente da un'azienda con la relativa autorizzazione (certificato di competenza professionale rilasciato dal Ministero dell'Ambiente). Dopo il completamento della costruzione, vi aspetta ancora il collaudo del pozzo, dopo il quale potete iniziare a estrarre l'acqua.
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L'acqua sotterranea sul vostro terreno non è vostra.
Potete estrarre acqua da fonti proprie solo nella misura consentita dall'autorità idrica competente o dall'ufficio comunale. Il volume massimo di acqua estratta è generalmente parte del permesso di estrazione dell'acqua sotterranea e alcune autorità monitorano il rispetto di questa condizione installando un contatore dell'acqua. Anche se avete un permesso per un'estrazione illimitata, l'autorità può successivamente stabilire un limite.
L'ufficio comunale può limitare l'estrazione anche temporaneamente, soprattutto nei periodi di siccità. Si tratta generalmente di un divieto di utilizzo dell'acqua per determinati scopi, come il riempimento di piscine o l'irrigazione del giardino. La limitazione può riguardare anche il volume massimo di acqua estratta. Tale decisione deve essere comunicata dall'autorità sulla bacheca ufficiale o sul sito web. L'ignoranza non è una scusa e in caso di violazione del divieto, le autorità impongono multe considerevoli.
Siete sempre responsabili della qualità dell'acqua da fonti proprie. Non vale il principio che se il vicino ha buona acqua, anche la vostra sarà di qualità. Ogni fonte è diversa e può contenere una serie di sostanze nocive o addirittura pericolose per la salute. Potete sapere se la vostra acqua è potabile solo facendola analizzare da un laboratorio accreditato. Se non monitorate la qualità dell'acqua del pozzo, rischiate gravi problemi di salute e, peggio ancora, se causate problemi di salute a un'altra persona, ne siete legalmente responsabili.
Per questo motivo, fatevi fare un'offerta su misura per filtrazione e trattamento dell'acqua da un'azienda specializzata sulla base di un'analisi professionale dell'acqua. Un filtro per l'acqua può essere parte di un impianto idrico domestico. È inoltre vostro dovere pulire regolarmente il pozzo e mantenerlo in buone condizioni tecniche.
Le tubature dell'acqua da fonti proprie e quelle dell'acquedotto non devono mai essere collegate. Tale collegamento rappresenterebbe un rischio di contaminazione dell'intera fonte di acqua potabile. Se volete avere a disposizione in casa acqua dal pozzo e dall'acquedotto, ad esempio per il rischio di prosciugamento del pozzo, dovete avere due impianti separati.
L'acqua utilizzata da fonti proprie può essere scaricata nella rete fognaria pubblica, ma in tal caso dovete pagare la tariffa per le acque reflue e avere installato un contatore dell'acqua.
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La violazione della legge sulle acque è severamente punita.
Se volete estrarre acqua da un ruscello, fiume, lago o stagno, ad esempio per irrigare il giardino, avete bisogno anche del consenso dell'autorità idrica. Questo obbligo si applica soprattutto nei casi in cui l'acqua viene estratta con una pompa o altro dispositivo tecnico. Se prelevate manualmente una piccola quantità d'acqua per uso personale, ad esempio con un secchio, non è necessario il permesso.
I comuni o i gestori delle risorse idriche possono, come nel caso dell'estrazione di acque sotterranee, vietare tali prelievi per un certo periodo.
Se avete un pozzo o un trivellamento per l'acqua o state pensando a questa possibilità, è opportuno familiarizzare con la normativa di base sull'estrazione delle acque sotterranee. In questo modo eviterete multe e sanzioni inutili, che a volte possono portare anche al divieto totale di utilizzo del pozzo.